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App didattiche … si o no ?

Abaco

App didattiche … si o no ?

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App didattiche … si o no ?

 

Più di qualcuno ci ha scritto chiedendoci un parere sull’utilitá dei software didattici o sull’utilizzo delle nuove tecnologie per lo studio, anche con bambini della scuola primaria o addirittura dell’infanzia.

Rispondiamo molto volentieri, anche se è come chiedere all’oste se ha il vino buono … Ma noi saremo assolutamente obiettivi !!

A nostro avviso un software o un’app sono uno dei tanti strumenti che possono essere utilizzati nella didattica e come tale deve essere visto; sicuramente non sostituisce l’insegnante, o il libro di testo o l’esercizio sul quaderno, ma non deve neanche essere demonizzato a priori perchè riduce i rapporti personali aumentando invece il contatto con un pc o uno smartphone.

Da parte nostra quando siamo partiti con questa avventura ci siamo imposti dei criteri molto precisi sulle nostre app.

Vogliamo puntare sulla semplicità di utilizzo, in modo che i bambini possano restare a “giocare” da soli, senza l’aiuto di un adulto, in tutta tranquillità e sentendosi “padroni” dello strumento.

Per lo stesso motivo non inseriremo nè giochi a tempo nè sfide con avversari perchè ogni bambino deve sentirsi libero di impiegare anche dieci minuti per completare un’attività e non deve essere preso dalla frenesia che solitamente accompagna videogiochi o altri strumenti elettronici. Ognuno deve poter seguire il proprio ritmo di apprendimento e poter riprovare fino a che non si sente sicuro e padrone del concetto.

Il software o la app didattica deve essere strutturato in modo che a partire dai concetti in suo possesso il bambino possa acquisire concetti nuovi e di maggiore difficoltà. Ad esempio per giocare con Abaco è sufficiente saper contare; questo prerequisito permette al bambino poi di capire il concetto di addizione che non è altro che “aggiungi e poi conta il totale”.
Cosí se vogliamo insegnare le moltiplicazioni partiremmo dal concetto di addizione, che i bambini devono possedere, per poi passare a quello di moltiplicazione, che non è altro che una somma con più addendi uguali.

Altro aspetto riguarda la parte grafica e di gioco; se il gioco è bello, colorato, invitante, un bambino sarà invogliato e stimolato ad usarlo più spesso, e il trucco (o il segreto) sta proprio nel nascondere l’aspetto di apprendimento dietro il gioco, che soprattutto nei bambini più piccoli, è più attraente dello studio sul libro o sul quaderno. Insomma, come diciamo noi di SchoolApp … imparare giocando.

Per concludere, non ce la sentiamo di dare un giudizio definitivo su quale sia la cosa migliore da fare: sicuramente l’utilizzo di un gioco e di uno strumento attuale come un pc o un tablet, che attira molto i bambini, la libertà di poterli usare in tutta sicurezza può rendere più divertente l’attività di apprendimento e può essere usata con successo anche nei confronti di bambini con difficoltà.

E voi cosa ne pensate ? Qual è stata la vostra esperienza in proposito ?
Vi aspettiamo con i vostri commenti

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